Tra car sharing e auto a noleggio elettrico

Le nuove autoIn Italia il mezzo di trasporto preferito rimane l’automobile, anche se negli ultimi anni si stanno affacciando nuove modalità di spostamento. Il car sharing è un ottimo modo per risparmiare sulle spese, mentre la mobilità sostenibile si affida al noleggio di auto elettriche a zero emissioni inquinanti, adatto nei centri abitati.

I vantaggi del car sharing

Il car sharing è una modalità per certi versi rivoluzionaria nell’utilizzo dell’auto. Dal momento che possedere una vettura è diventato sempre più costoso, tra bollo auto, assicurazione, manutenzione e carburanti, sempre più italiani scelgono di rinunciare all’auto di proprietà per condividere un parco mezzi con altri utenti. Grazie al car sharing è possibile utilizzare l’auto solo quando effettivamente se ne ha bisogno, ad esempio per effettuare spostamenti particolari o per caricare oggetti ingombranti. Il servizio si paga a ore, oppure a giornata, e questo comporta una notevole riduzione delle spese dal momento che non si è tenuti ad alcun altro esborso economico al di là del carburante utilizzato (e del noleggio in sé, ovviamente). Il car sharing è ideale ad esempio in città, dove grazie ai mezzi pubblici ci si può spostare facilmente ovunque, mentre possedere un’auto propria significa dover fare i conti con zone a traffico limitato e la mancanza cronica di parcheggi.

Il noleggio di veicoli elettrici

Anche le auto a noleggio rappresentano un modo alternativo per spostarsi, e in molti casi è persino possibile affittare veicoli a trazione elettrica. Queste autovetture sono caratterizzate da un livello zero di emissioni inquinanti, il che le rende non solo ecosostenibili ma idonee alla circolazione anche in caso di zone a traffico limitato o provvedimenti antismog. Alle auto elettriche viene spesso mossa la critica di avere un’autonomia limitata, e questo è in parte vero, dal momento che spesso tra una ricarica e l’altra della batteria non è possibile percorrere più di 100-150 chilometri. Tuttavia questa autonomia è più che sufficiente in ambito urbano, dove le percorrenze medie giornaliere della maggior parte degli utenti non superano i 20 o 30 chilometri. Molte amministrazioni locali, per favorire l’uso delle auto elettriche, stanno inoltre dotando le città di colonnine presso le quali ricaricare le batterie di queste vetture.

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L’Alto Adige per gli amanti del green tourism: passeggiate immersi nel verde

passeggiate in Alto Adige immersi nel verdeL’Alto Adige è una destinazione molto frequentata in tutte le stagioni dell’anno, a partire da quella invernale per via dell’abbondanza e della qualità degli impianti sciistici. Soprattutto nel periodo estivo, invece, questa zona montana rappresenta una forte richiamo per gli appassionati di trekking e passeggiate all’aria aperta, da praticare su migliaia di chilometri di sentieri.

Una vacanza verde negli alberghi Alto Adige

I paesaggi dolomitici sono la cornice ideale per dedicarsi a lunghe passeggiate o escursioni in montagna, e in Alto Adige vi è la possibilità di scegliere tra centinaia e centinaia di itinerari adatti a tutti. Si può scegliere ad esempio di praticare escursioni facili, con poco dislivello e perciò adatte anche alle famiglie con bambini oppure alle persone meno allenate. Per gli appassionati di trekking vi sono invece percorsi più impegnativi che portano sino a quote elevate e che, in alcuni casi, si articolano in escursioni di più giorni con pernottamenti in rifugio. In Alto Adige è possibile dedicarsi anche all’arrampicata su roccia o a ferrate, con centinaia di vie adatte a tutti i livelli e la possibilità di noleggiare in loco l’attrezzatura necessaria.
La maggior parte delle persone che visita queste zone sceglie come punto di appoggio uno dei tanti alberghi Alto Adige operativi tutto l’anno. Di strutture ricettive ed alberghi Alto Adige si può tranquillamente dire che ne esistano di adatti a tutte le esigenze: dagli hotel più lussuosi ai semplici garni, dai bed & breakfast agli appartamenti in affitto.

L’offerta ricettiva degli alberghi Alto Adige

Gli alberghi Alto Adige si contraddistinguono per l’elevata qualità della loro offerta, volta a soddisfare le esigenze più diverse. Presso molti alberghi Alto Adige ad esempio è possibile avvalersi di strutture come centri benessere e spa, ideali per rilassarsi dopo una giornata di trekking in montagna. Altre strutture sono invece più semplici ed a conduzione familiare, ed offrono il vantaggio di far sentire il turista un po’ come a casa propria. Molto apprezzati da chi ama il green tourism sono in particolare i masi di montagna ristrutturati o gli agriturismi, nei quali vivere a contatto con la natura ed assaporare i prodotti tipici altoatesini.

Il commercio equo e solidale

Attività commerciali rispettose dell'ambienteSi tratta di un tipo di economia che privilegia la solidarietà sul guadagno dando ampio spazio nei paesi in via di sviluppo a piccole attività commerciali rispettose dell’ambiente che possano garantire diritti e un tenore di vita dignitoso per il fondatore e i suoi operai.

La solidarietà contro lo sfruttamento

Il commercio equo e solidale punta alla creazione di piccole realtà locali, comunità o cooperative in grado di produrre merci da esportare all’estero: si tratta per lo più di artigianato o prodotti agricoli, coltivati con metodi non invasivi né inquinanti, nel pieno rispetto della natura e delle persone. I proventi della vendita vengono in massima parte destinati ai produttori, al contrario di ciò che comunemente avviene passando per il tramite della multinazionali. Opporre il commercio sano e la solidarietà, insieme ad una maggiore giustizia sociale, è lo scopo del fair trade, che propone un sistema di economia globale alternativo a quello monopolistico delle grandi multinazionali che invece prediligono lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e dei lavoratori. In questa ottica si crea un rapporto di solidarietà diretta tra produttore e consumatore, inoltre comprando prodotti di questo genere si finanziano le piccole imprese locali che possono andare avanti e costruire ricchezza per un’intera comunità di persone. Il rispetto delle condizioni di lavoro è alla base di questo commercio, inoltre la diffusione di piccole attività, con il conseguente rientro economico, permette un miglioramento delle condizioni di vita creando la base per l’interruzione del circolo vizioso dello sfruttamento nei paesi più poveri. Il miglioramento dello stile di vita consente anche l’accesso all’istruzione, innescando una serie di cambiamenti sociali positivi all’interno delle piccole comunità.

I mezzi della solidarietà

Le organizzazioni, le associazioni e gli enti che si occupano di fair trade si impegnano ad aiutare i contadini o i piccoli artigiani a trovare dei referenti, ovvero dei canali di vendita per le merci. Si tratta spesso di organizzazioni attive nel sociale che già si occupano di solidarietà in alcune aree problematiche nel mondo. Il commercio equo e solidale si è sviluppato molto negli ultimi anni anche perché se ne è riconosciuto il potenziale innovatore, inoltre alcuni grandi circuiti di distribuzione hanno deciso di appoggiarlo importando merce prodotta in questo modo. C’è un regolamento ferreo riguardo le caratteristiche di un rapporto di lavoro del genere in modo da garantire il pieno appoggio solo alle piccole aziende veramente rispettose dell’ambiente e della dignità dei lavoratori; chiaramente anche le ditte che importano questi prodotti devono mantenere dei prezzi di vendita onesti e garantire una giusta retribuzione per i produttori. Nel mondo globalizzato, dove la differenza tra ricchi e poveri subisce ogni giorno un maggior divario, il commercio equo e solidale rappresenta una prospettiva di vita dignitosa e di miglioramento sociale per molte comunità e piccoli imprenditori dei paesi in via di sviluppo. Il fair trade valorizza inoltre le tradizioni locali, rispettando le professionalità degli artigiani e i prodotti tipici di ogni terra, in questo modo anche il compratore finale può ottenere un prodotto davvero sano e naturale.

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Le cooperative sociali

Leassociazioni senza scopo di lucroLe cooperative sociali sono delle organizzazioni che svolgono un lavoro molto simile a quello delle onlus (associazioni senza scopo di lucro) dando sostegno a varie attività locali per migliorare le condizioni di vita di cittadini svantaggiati, per motivi economici o disabilità.

Le cooperative sociali e le onlus

Onlus e cooperative si occupano principalmente di fornire servizi di assistenza alle categorie più deboli in diversi modi, sono organizzazioni, associazioni o enti, sia pubblici che privati. Solitamente le cooperative di questo genere tendono a stipulare accordi con altre organizzazioni similari allo scopo di creare una rete di servizi più completa possibile, oppure coinvolgendo istituti specifici come ospedali e cliniche, o attività commerciali ed enti. L’assistenza delle categorie svantaggiate contempla infatti due vie d’azione: il supporto medico attraverso la stipula di convenzioni oppure accordi per l’inserimento nel mondo del lavoro. Queste organizzazioni non hanno fini di lucro pertanto portano avanti i propri progetti con l’ausilio di contributi pubblici e donazioni di privati, mentre il lavoro gestionale viene svolto da professionisti e volontari. Per questo motivo le onlus sono spesso attive in campagne conoscitive atte a sensibilizzare un numero sempre maggiore di persone: aiuti economici e volontariato costituiscono la linfa vitale di queste organizzazioni. L’impegno nel sociale richiede una grande disponibilità e apertura nei confronti di persone bisognose, spesso malate o in condizioni disagiate, non di meno per poter interagire con loro occorrono anche una grande sensibilità e il rispetto per la sofferenza.

Gli scopi di onlus e cooperative sociali

Anche se gli statuti regolatori di onlus e cooperative sociali sono differenti, i loro scopi sono molto simili. Chiunque può supportarne l’opera scegliendo di collaborare con qualcuna delle numerose associazioni esistenti, permettendo loro di poter sostenere un numero sempre maggiore di progetti o semplicemente di migliorare i servizi già offerti. Per le categorie svantaggiate rivestono una grande risorsa, soprattutto fornendo un minimo di regolarità e stabilità nella vita quotidiana. Le cooperative sociali si occupano anche di fornire supporto alle famiglie attraverso servizi di nido per i bambini, in modo da facilitare la posizione delle madri che lavorano, oppure costituendo centri diurni per gli anziani. La nascita delle cooperative sociali viene spesso incentivata da enti pubblici allo scopo di delegare una certa parte della mole di servizi che gli competono, è inoltre un buon sistema per raggiungere le diverse realtà dei cittadini nello specifico e in modo più efficace. Spesso però sono i cittadini stessi a creare delle associazioni di questo genere per supplire ad una effettiva mancanza di servizi pubblici, in questo senso far parte dell’organizzazione implica un forte senso civico e una particolare attenzione al proprio contesto sociale. Il fenomeno è molto diffuso in Italia dove spesso e volentieri la cittadinanza lamenta l’assenza delle istituzioni soprattutto in alcune realtà di profondo disagio. La formazione di associazioni di tipo assistenziale punta quindi a fornire nello stesso tempo un aiuto immediato e anche a lungo termine ai cittadini in difficoltà, fornendo supporto, formazione e un ponte col mondo del lavoro.

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Eventi legati all’ambiente e alla green economy

Economia sostenibileNell’ambito del marketing sostenibile e della sensibilizzazione di cittadini ed enti pubblici, la green economy e il problema ambientale stanno diventando sempre più importanti: ogni anno si tengono concorsi, seminari, conferenze ed eventi volti ad illustrare i progressi tecnologici in questo campo.

Le campagne per la sensibilizzazione alla raccolta differenziata

Per instillare una cultura sociale fra i cittadini fin dalla più tenera età, sono nati molti programmi di sensibilizzazione che coinvolgono gli istituti scolastici. Gli enti pubblici e le associazioni si occupano in questo modo di far comprendere ai più piccoli l’importanza del riciclaggio e del risparmio energetico, attraverso il gioco o altri eventi come concorsi scolastici indetti dalle istituzioni. Si tratta di un metodo efficace per coinvolgere anche le famiglie dei ragazzi in un progetto di sensibilizzazione più ampio che arrivi così a tutti gli strati della società. Suscitare l’interesse di tutti attraverso campagne ambientali non solo è di grande interesse sociale ma contribuisce inoltre a creare una cittadinanza più sensibile e informata, rispettosa delle risorse e contraria agli sprechi. Riciclare è molto importante sia per lo smaltimento dei rifiuti cittadini sia per il recupero di materiali preziosi, ma per fare una raccolta differenziata davvero utile bisogna innanzitutto capire come realizzarla. Una raccolta differenziata efficiente consente di ridurre la quantità dei rifiuti in modo considerevole, il riutilizzo dei prodotti può costituire inoltre una ricchezza. Si tratta quindi di una serie di eventi che contribuiscono a mettere in luce di fronte ad un’utenza molto ampia i vantaggi di un consumo etico fornendo loro i mezzi per realizzarlo al meglio.

L’importanza della sensibilizzazione fra le aziende

Ma in questo contesto anche le aziende, grandi o piccole, rivestono un ruolo molto importante: è grazie ai grandi investimenti nella green economy, negli impianti più tecnologici e meno inquinanti, nella campagne pubblicitarie nazionali e internazionali di sensibilizzazione che risiede la possibilità di fare la differenza. Quindi al consumo etico deve necessariamente affiancarsi l’economia sostenibile, con un occhio attento alla salvaguardia delle risorse e al rispetto dell’ambiente. La green economy è un settore in pieno sviluppo, destinato a contare sempre di più nel panorama internazionale: con il giusto apporto da parte delle istituzioni e dei privati si può sperare in una diffusione della cultura della sostenibilità ambientale a tutti i livelli. Tutte le conferenze internazionali, gli eventi e le campagne pubblicitarie che si occupano di questo argomento, mirano a realizzare nei cittadini e nelle aziende una maggiore consapevolezza nei confronti del problema ambientale. Se le risorse del pianeta vengono sfruttate eccessivamente e rischiano di esaurirsi, se l’aria e l’acqua sono inquinate, è chiaro che il problema ambientale riguarda tutti da vicino e non può essere ignorato; la soluzione è una maggiore responsabilità civile e un impegno sociale concreto. Fortunatamente negli ultimi anni molti comuni hanno indetto massicce campagne di raccolta differenziata, sono stati offerti finanziamenti statali per la costruzione di impianti fotovoltaici e molte aziende si sono attivate per un approccio economico più sostenibile.

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Il microcredito

Tipologie di creditoNell’ambito di quella che è stata definita “finanza etica” il microcredito rappresenta uno strumento di progresso economico e sociale per molte realtà critiche che non riescono ad ottenere finanziamenti presso gli istituti di credito convenzionali.

Cos’è il microcredito

Il microcredito è un tipo di prestito che si rivolge alle persone in gravi difficoltà economiche, per lo più nei paesi in via di sviluppo; il suo scopo è quello di aiutare titolari di piccole attività in crisi che non hanno sufficienti garanzie per poter ricevere prestiti dalle banche. In sostanza il microcredito consente alla persone che vivono in condizioni di pesante povertà o che non riescono a pagare i debiti di una piccola attività, di ricevere un finanziamento a tasso molto vantaggioso; tramite questi prestiti è stato possibile salvare dalla morsa dell’usura molte piccole realtà. Il denaro viene dato in prestito senza alcuna garanzia e prevede una restituzione della somma in una modalità informale e a discrezione del debitore. Da molti punti di vista può ricordare il prestito a onore, anche se il tasso di interesse è decisamente inferiore. Il sistema è nato su proposta dell’economista bengalese Muhammad Yunus, che per questa innovativa forma di economia sostenibile ha ottenuto nel 2006 il premio Nobel per la pace. In realtà Yunus sosteneva una campagna di prestiti alle categorie più deboli fin dagli anni ’70, attraverso l’istituzione della Grameen Bank. Questa banca si opponeva al classico sistema bancario legato all’alta finanza concedendo dei prestiti esclusivamente ai più poveri, per permettere loro di pagare i propri debiti. Nel caso di piccole aziende locali, una volta assolti i debiti, la possibile rimessa in moto dell’attività sarebbe diventata uno strumento di rilancio economico e sociale sia per il proprietario che per la piccola comunità coinvolta.

Il valore del microcredito

Prestare denaro a chi solitamente non lo ottiene sulla sola base di un patto di fiducia, senza intermediari ufficiali e burocratici, consente di semplificare il passaggio di liquidità in modo rapido e semplice. Sì tratta di un’ulteriore espressione della new economy nel suo aspetto più sostenibile, rientra inoltre in questo genere di modalità finanziaria anche il social lending, ovvero un prestito sociale che avviene tramite internet. Gli strumenti odierni e una maggiore consapevolezza del mercato e della società consentono oggi più di prima di identificare le realtà più critiche e di avviare dei programmi organici volti a sviluppare in queste realtà stesse la risposta ideale al disagio economico che le contraddistingue. Negli ultimi anni il sistema di microcredito ha coinvolto anche i paesi industrializzati rivolgendosi ai cittadini più poveri e in difficoltà. Il fatto che questo approccio all’economia abbia avuto successo in molte occasioni testimonia che la finanza etica può accordarsi benissimo con l’economia e la società, creando una ricchezza più generale e soprattutto distribuita in modo più equo e sano. Consentire a tutti l’accesso al prestito è una possibilità di grande crescita per le economie più deboli e per i paesi in difficoltà, ma a maggior ragione lo è anche per la stabilità dei paesi ricchi.

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L’arte e l’ambiente

L'uomo e la naturaL’interazione fra arte e cultura ambientalista esiste e si esprime sempre più spesso nella cosiddetta “land art”, ovvero una forma artistica che attraverso una serie di installazioni o interventi su di un ambiente naturale cerca di lanciare un messaggio attraverso i paesaggi così creati.

Il valore sociale della land art

L’uomo è sempre intervenuto sulla natura cercando di plasmarla secondo i suoi criteri di perfezione, ne sono un esempio le culture dei giardini sia orientali che occidentali, la land art continua il suo percorso partendo da questa tradizione ma sotto la spinta di una nuova consapevolezza nei confronti della natura. Molto spesso l’opera di un artista contribuisce notevolmente al recupero di zone degradate che vengono valorizzate dal lavoro di restauro e impreziosite da installazioni particolari, in questo modo un’area verde abbandonata può tornare a disposizione dei cittadini e diventare perfino un luogo di visita da parte di appassionati e curiosi. La land art mira in questo modo a ricreare il rapporto tra essere umano e natura, tante volte spezzato dalla frenesia della vita moderna, ritagliando all’interno delle città degli spazi verdi a misura d’uomo, dove chiunque può sedersi per un momento per rilassarsi e contemplare il verde. Il ritorno alla natura viene visto come un recupero dei propri spazi e del proprio tempo. L’interazione dell’arte con la natura permette in questo modo di valorizzare aree abbandonate o in disuso permettendo ai cittadini di fruire di nuovi spazi e rendendo il contesto urbano più piacevole.

L’ecologia e la land art

La land art tiene sempre conto del luogo di origine, delle sue caratteristiche e delle possibilità che offre, stabiliti alcuni parametri l’artista poi decide come intervenire e in che modo lasciare la sua impronta all’interno del contesto su cui opera. Alcune installazioni quasi oniriche cercano di ricongiungere l’anima del visitatore con visioni della sua infanzia, in modo da far riemergere nella coscienza dell’individuo un dialogo interiore con la natura che in fin dei conti non si è mai perso e persiste fin nell’età adulta. Molto spesso sono le associazioni o gli enti statali a chiedere la collaborazione di un artista per colorire un certo ambiente e renderlo più ospitale. La scelta delle piante, della loro disposizione, dell’intromissione dell’elemento umano, vengono tutte studiate attentamente e non rappresentano una semplice decorazione, bensì rientrano in un piano specifico che è il messaggio che l’artista vuole dare. Ad esempio gli edifici e le sculture che si incontrano passeggiando per un parco elaborato in questi termini, oltre ad essere funzionali al ruolo per il quale sono state costruite (ad esempio panchine, fontane, ecc.) vengono integrate in uno stile che armonizza il paesaggio o che, volontariamente, stona, per focalizzare l’attenzione del visitatore su alcuni particolari. Questa forma di arte può essere infatti un’armonizzazione del fattore umano con quello naturale, ma anche uno strumento di denuncia contro la sopraffazione dell’uno sull’altro; in ogni caso essa nasce con la precisa volontà di far recuperare all’uomo il suo rapporto col paesaggio che lo circonda.

Foto: ArtmannWitte

Il turismo responsabile

Viaggiare con precauzioneI viaggi sono uno dei modi più efficaci per arricchire il proprio bagaglio culturale: si entra in contatto con popoli lontani, lingue e realtà diverse e più si viaggia più matura una consapevolezza tutta nuova riguardo il mondo, questo però a patto che si affronti ogni viaggio con spirito aperto e curioso, senza superficialità.

I viaggi etici

L’etica del turista esiste e consiste principalmente in due aspetti, uno naturalistico ed ecologico, l’altro più di stampo sociale. Tutto nasce dal presupposto che i viaggi siano molto più di semplici vacanze e che per questo vadano affrontati in modo attento e responsabile dimostrando rispetto sia per l’ambiente che per le popolazioni che abitano i luoghi visitati. Attenzione e rispetto devono quindi animare i viaggi ovunque si decida di andare, tanto più se si tratta di un luogo lontano con una cultura molto diversa da quella di origine. L’interazione dovrebbe avvenire soprattutto con gli autoctoni, parlando con loro e cercando di entrare nell’ottica della cultura che si sta approcciando, per questo motivo il ricorso ai sistemi del turismo di massa, come villaggi vacanze e visite organizzate mordi e fuggi, vengono scoraggiati. Il turismo responsabile mira ad un rapporto diretto e reale con i luoghi e le persone, al rispetto della natura e delle tradizioni locali, alla valorizzazione dello scambio interculturale. Un turista di questo tipo è spinto soprattutto dalla curiosità e dalla voglia di apprendere, mostrando un interesse reale per i luoghi che visita e per le persone che incontra sul suo cammino. Anche nella scelta degli itinerari e degli alloggi, il turista responsabile privilegia sempre i luoghi più significativi e gli alberghi più rispettosi dell’ambiente, meglio ancora se gestiti da personale locale.

Comportamento durante i viaggi

Soprattutto nel caso in cui si viaggi in paesi con un’economia non molto sviluppata o si entri in contatto con realtà di grande povertà, oppure con popolazioni che si attengono a riti tribali, occorre qualche attenzione in più nel modo di porsi al fine di relazionarsi con essi in maniera rispettosa e meno invadente possibile. L’ideale, ma questo vale per ogni tipo di viaggio, sarebbe prendere informazioni sullo stile di vita del luogo che si intende visitare e sull’etichetta comportamentale da adottare in determinati contesti; precauzioni di questo tipo possono essere molto utili per evitare di creare un clima poco piacevole tra visitatori e gli autoctoni. È buona norma ad esempio chiedere sempre a qualcuno se sia consentito fare fotografie durante i riti o preoccuparsi dell’opportunità o meno di elargire denaro o regali. L’attenzione a certi particolari può fare la differenza, quindi sostanzialmente è necessario conoscere le regole del paese che si visita ed adeguarvisi, in questo modo, oltre a non dare un’impressione di supponenza, si può entrare più facilmente in contatto con la cultura locale per approfondirne la conoscenza. Bisogna sempre ricordare che l’ambiente e le popolazioni locali non sono al servizio del turista né i loro comportamenti vanno etichettati come stranezze folcloristiche, si tratta invece di ambienti e persone che ci ospitano e come tali vanno rispettati.

Foto: Tyler Olson